Bulimia

Bulimia:

La bulimia nervosa rientra tra i disturbi alimentari ed è contraddistinta da un atteggiamento compulsivo secondo il quale una persona sente l’esigenza di ingurgitare un’enorme quantità di cibo per poi cercare di liberarsene utilizzando i metodi più disparati, dal vomito autoindotto all’utilizzo di farmaci lassativi. La bulimia nervosa colpisce prevalentemente le giovani donne (anche se non sono rarissimi i casi di adolescenti affette da questo disturbo).

L’episodio bulimico è sostanzialmente caratterizzato non da un reale desiderio di cibo quanto più da un atteggiamento compulsivo irrefrenabile. Solitamente sono lo stress o uno stato di alterazione dell’umore a scatenare l’episodio bulimico. I rischi fisici collegati a tale patologia sono prevalentemente legati alle conseguenze delle condotte di auteliminazione. Il vomito autoindotto e l’abuso di farmaci lassativi o diuretici possono portare alterazioni gravi dell’equilibrio elettrolitico oltre a una serie di problemi legati al frequente contatto con il liquido gastrico.

Esistono due tipi di bulimia nervosa e si distinguono dalla presenza o meno di condotte di eliminazione del cibo appena assimilato (vomito autoindotto, enteroclismi, lassativi oppure digiuni o sforzi fisici eccessivi).

Serve una diagnosi multidisciplinare per la cura della bulimia

A differenza dell’anoressia nervosa, in cui si svolge un vero e proprio rituale di negazione del cibo, la bulimia nervosa è caratterizzata da episodi compulsivi violenti e non ponderati. La diagnosi per questo tipo di malattia è, come nel caso dell’anoressia, multidisciplinare. È necessario il supporto di uno psicoterapeuta, di un nutrizionista e di un neuropsichiatra oltre alla comprovata utilità dei gruppi di mutuo-aiuto, fondamentali per cercare di rintracciare le cause dei disturbi alimentari e di aiutare a esternare il senso di profonda vergogna tipico del soggetto bulimico.

Sebbene la bulimia nervosa sia soggetta a ricadute, un corretto trattamento terapeutico assicura sensibili miglioramenti nel 50% dei casi.